Paestum 2007

Diario archeologico

Venerdì 01 – Martedì 12 Giugno 2007

Venerdì 1 giugno

Piazza I Maggio, 1 giugno alle 7 di mattina. Eravamo tutti su una grande corriera a due piani che ci doveva portare fino a Paestum. Il viaggio, che in teoria doveva avere una durata di circa 10 ore, si è protratto più a lungo. Neppure 5 minuti di viaggio ed eravamo fermi in viale Palmanova. Perché? Un prof. in ritardo…strano, vero? In realtà la colpa era del suo treno. A sera, verso le 9 e mezza, finalmente abbiamo scorto Torre di Capaccio e la nostra meta: il Villaggio dei Pini. Dopo la cena, abbiamo scaricato i bagagli. Siamo poi andati tutti ai nostri bungalow, abbiamo sistemato le valige e tutti dritti a letto: la lunghezza del viaggio ci ha sfiniti!

Sabato 2 giugno

Oggi, festa della Repubblica, ha inizio il nostro soggiorno a Capaccio. Per 12 giorni staremo qui.

Dopo una nottata in compagnia di insetti fastidiosi, ci risolleviamo con un’abbondante e squisita colazione. Poi subito agli scavi.

Entriamo nell’area archeologica. È grande l’emozione di tutti nel vedere improvvisamente ergersi davanti a noi i templi, imponenti e maestosi. Ci sembra impossibile che degli edifici così grandi possano essere rimasti sepolti per tanti secoli e si presentino ancora oggi ai nostri occhi in tutta la loro bellezza.

Mentre ci incamminiamo verso la “nostra” insula, alcuni guardano con occhi incantati le bellezze archeologiche del sito, altri, i “veterani”, ritrovano luoghi familiari e si avventurano fra le mura, curiosi di scoprire lo stato delle stanze pulite gli scorsi anni.

Ci viene immediatamente spiegato come lavorare, poi subito all’opera…

Il nostro compito è di ripulire un’insula; le prime stanze da affrontare sono quelle già “disboscate” gli altri anni, in seguito proseguiremo con le stanze nuove, alcune delle quali ancora indistinguibili fra l’erba alta. A mano a mano che proseguiremo con il lavoro ci avvicineremo al tempio di Cerere.

Siamo tanti fra studenti del Marinelli, del Percoto e dello Stellini e non ci conosciamo ancora. La pioggia del pomeriggio, che ci costringe a restare in campeggio, ci dà l’occasione di cominciare a socializzare un po’ fra di noi…

Domenica 3 giugno

Oggi è il secondo giorno a Paestum e purtroppo piove. Ci siamo portati dietro l’unica cosa che avremmo lasciato volentieri a casa. Lasciamo il Friuli e veniamo in Campania, lasciamo la pioggia e troviamo la pioggia…che sfortuna!

È quindi impossibile andare agli scavi e in alternativa gli organizzatori ci portano al Museo Narrante di Hera Argiva, ma è tutto inutile: il museo è in fase di allestimento e l’inaugurazione sarà sabato prossimo.

Allora ripieghiamo sul Museo di Paestum, ma prima…dobbiamo recuperare “solo” 11 persone rimaste al campeggio…Bepi, l’autista, non perdona i ritardatari!

Visto il nostro arrivo improvviso, non troviamo guide disponibili e così, dopo una breve introduzione storica da parte di un collaboratore del Museo, sperimentiamo una visita libera.

Il Museo è molto ben allestito e la possibilità di visitarlo autonomamente consente di soffermarci più a lungo sugli oggetti che ci interessano e colpiscono maggiormente.

Al termine del giro, alcuni di noi sono simpaticamente avvicinati da una guida davvero in gamba: è Nicola, il trait d’union tra la Società Friulana di Archeologia e il Museo di Paestum, che ci illustra tre delle metope che provengono dal complesso di Hera Argiva alla Foce del Sele e ci consente di ammirare gli splendidi dipinti di una camera tombale lucana ricostruita integralmente in cui appare un motivo tipico: il ritorno di un guerriero vincitore con i suoi trofei di guerra accolto dalla moglie che reca delle offerte. Quest’ultima si trova in un’area normalmente chiusa al pubblico e poterla visitare è per noi un privilegio e un’ulteriore emozione.

Nel pomeriggio ci rechiamo agli scavi e il primo obiettivo di tutti è sicuramente quello di recuperare ed assicurarsi gli attrezzi più adatti. Il punto di raccolta degli strumenti è alla fine della nostra insula: vicino alle canne di bambù si trova infatti il pulmino di Feliciano, il coordinatore degli scavi per conto della Società di Archeologia, pieno di secchi, sacchi, guanti, cazzuole e soprattutto delle indispensabili piccozze.

Nicola è un personaggio particolare… La sua qualifica ufficiale è contabile del museo di Paestum in realtà lo vediamo spesso in giro a fare “pubbliche relazioni”, con noi in particolare ma anche con i turisti, per promuovere il nostro progetto di scavi; in realtà, stando a quello che riferisce lui stesso, “modestamente” è lui la vera anima del museo. E’ dotato di una parlantina molto sciolta, può sembrare ripetitivo e spesso logorroico, in realtà è solo molto orgoglioso del suo lavoro e del progetto con noi friulani. Ha spesso animato le nostre giornate di lavoro, con un sacco di informazioni soprattutto su di lui, sulla sua famiglia, il suo lavoro, il suo ruolo essenziale come promotore e anche qualcosa sugli scavi.

Lunedì 4 giugno

Nella prima mattinata di vero sole visitiamo la zona archeologica con la guida, che ci spiega l’evoluzione dell’area dal primo insediamento dei Greci nel VI secolo all’arrivo, nel V sec., dei Lucani che mantengono inalterate le funzioni degli edifici pubblici e della città, fino a quando i Romani, nel 273 a.C., deducono la colonia latina. La loro conquista comporta la distruzione di molte strutture preesistenti e la loro trasformazione secondo i criteri tipici della città romana. E’ interessante scoprire tante cose nuove sulla storia del sito in cui stiamo lavorando e renderci conto anche delle sue enormi dimensioni. In questo modo riusciamo ad orientarci meglio ed apprezzare pienamente ciò che abbiamo di fronte. Salutata la guida, torniamo all’area degli scavi, ma non rimane molto tempo per il nostro lavoro di pulizia e dopo poco lasciamo il sito: in campeggio ci aspetta un buon pranzo abbondante, ma… interminabile.

Sono circa le tre e nonostante le nuvole minacciose decidiamo di partire per gli scavi. Si unisce a noi anche Elisa di Paestum; non appena saliamo sul pullman, Zeus decide di far scendere un diluvio tale che siamo costretti a tornare alle nostre dimore per l’ennesima volta. Un altro pomeriggio in campeggio a divertirci fra di noi parlando, scherzando e giocando a carte. E, per alcuni volonterosi, a lavare i primi cocci recuperati nell’insula.

Martedì 5 giugno

Dopo un dolce risveglio e una colazione abbondante saliamo in corriera e piombiamo subito in un profondo sonnellino di un’ora, fino all’arrivo a Pontecagnano, una cittadina a Nord del fiume Sele. La soleggiata mattina la trascorriamo, infatti, nel suo Museo Archeologico Nazionale, che testimonia la presenza di continui insediamenti già dalla Preistoria. Prima un responsabile del museo ci spiega nei dettagli, molto, troppo dettagliati, com’è organizzato il percorso, poi assistiamo ad una breve, ma sempre troppo lunga, introduzione riguardante l’evoluzione che dalla cultura Villanoviana arriverà dopo varie fasi culturali a quella degli Etruschi. Nella visita siamo accompagnati da una guida molto preparata, le cui spiegazioni sono decisamente particolareggiate: il prof. Pietro Crivelli.

Durante il pomeriggio minaccia di piovere, ma ci rechiamo comunque al lavoro nel sito. Cerchiamo di resistere alle brevi pioggerelline, ma naturalmente ad un certo punto comincia a piovere ben bene e siamo costretti alla fuga … ci rintaniamo, incavolati neri, in campeggio (che strano!).

Mercoledì 6 giugno

Come le mattine precedenti, anche oggi ci svegliamo alle 7.30 e ci prepariamo per la colazione per poi avviarci verso il Museo di Paestum.

Abbiamo già visitato il museo da soli. Naturalmente la visita senza guida non è stata inutile, perché in qualche modo ognuno ha potuto farsi un’idea di quello che aveva davanti. Ma la guida è una figura importante per capire in maniera approfondita il rapporto tra la città antica e i ritrovamenti esposti. Quindi questa visita è per noi molto interessante. Entrati con la guida nelle sale del museo, facciamo un percorso storico che spazia dalle origini dell’insediamento fino alla conquista della città lucana di Paistom da parte dei Romani. A causa del poco tempo la guida deve stringere un po’ le spiegazioni e non riusciamo a visitare la sala romana, che ci ripromettiamo di visitare un altro giorno.

Dopo aver visitato il Museo di Paestum torniamo al Villaggio dei Pini per riempirci lo stomaco dei cibi straordinariamente buoni che ci vengono preparati dal cuoco Agostino.

Poi i “capi” ci lasciano un po’ di tempo libero per smaltire il pranzo e lasciarci divertire. Purtroppo il pomeriggio in spiaggia passa sempre troppo veloce e arriva presto l’ora di avviarci verso l’area degli scavi. Ma fortunatamente ci sono per noi delle belle soddisfazioni, come il ritrovamento di vari cocci di vaso che fa sentire alcuni di noi archeologi di professione. Commentiamo che molti di noi, anzi tutti, siamo così entusiasti dell’esperienza di Paestum proprio perché ci dà questi momenti di gioia e avvicina noi ragazzi all’archeologia in modo divertente.

Alle 18.30 finiamo il duro lavoro di scavo e quindi ci prepariamo per la cena.

Dopo ogni gruppo va al suo bungalow (o ai bungalow altrui) e così ci dividiamo al termine di questa bellissima giornata.

Giovedì 7 giugno

L’aspetto faticoso del “Progetto Paestum” non consiste solo nelle lunghe giornate di pulizia dell’insula romana nel parco archeologico, ma anche nei risvegli troppo mattinieri. Oggi, 7 giugno, il risveglio è stato particolarmente impegnativo dal momento che la colazione era fissata alle 7 per poter partire alla volta di Pompei ed Ercolano già alle 7.30.

Come al solito, al nostro arrivo nella sala da pranzo, tutte le brioches erano finite ed era rimasta solo una specie di succo giallognolo. Finita la colazione, partiamo per Pompei ed Ercolano.

Visita guidata ad Ercolano

Dopo aver lasciato a Pompei tutti coloro che preferivano visitarla, proseguiamo per Ercolano dove arriviamo alle 9.30. Incontrata la guida, ci incamminiamo verso le rovine della città.

Appena varcato l’ingresso dell’area archeologica, lo scenario che si mostra ai visitatori è da mozzafiato: ribassata di una trentina di metri rispetto all’attuale piano su cui sorge la moderna Ercolano, si snoda una vera e propria cittadina con tutti i suoi quartieri, costruiti a partire dal cardo e dal decumano. Il percorso per arrivare alle rovine corre attraverso una galleria che scende con grande dislivello. A differenza di Pompei, di cui è stata riportata alla luce una vasta porzione, Ercolano è in gran parte ancora sepolta dai tempi dell’eruzione tragica del 79 d.C., ma non è possibile scavare senza abbattere gli edifici dell’attuale città. Le strade di Ercolano sono più strette di quelle di Pompei e la pavimentazione non presenta le stesse scanalature provocate dal passaggio dei carri, in quanto la città era prevalentemente residenziale. Ci sono comunque, analogamente a Pompei, numerose botteghe davanti alle quali si vedono ancora i fori dove venivano infilati i pali per sorreggere il telo che fungeva da parasole per i venditori. Al loro interno ci sono i banconi su cui si appoggiava la merce in mostra. Entriamo in numerose ville decorate con affreschi del III e IV stile pompeiano, in ottimo stato di conservazione, e con degli splendidi mosaici.

Verso l’una partiamo alla volta della Villa di Poppea a Oplontis, l’odierna Torre Annunziata. La Villa è ancora in fase di restauro, quindi vi lavorano gruppi di restauratori che noi vediamo impegnati a iniettare nelle pareti sostanze per prevenirne il degrado. Anche questa villa presenta un giardino interno con colonne perimetrali e ha una piscina in cui si dice che Poppea, una delle mogli di Nerone, facesse il bagno immersa nel latte di asina per ammorbidire la pelle.

Visita guidata a Pompei

Prima di proseguire per la città vera e propria ci viene mostrata la necropoli, ricca di imponenti monumenti funerari tra i quali, particolarmente significativo, quello di una sacerdotessa. Entrati a Pompei attraverso Porta Nocera, ci dirigiamo verso l’orto dei fuggiaschi dove sono ancora visibili diversi calchi in gesso di persone che avevano tentato, invano, di ripararsi dalla pioggia di lapilli durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Proseguiamo visitando la palestra dove si possono notare i calchi delle radici dei platani che, un tempo, ornavano quel meraviglioso giardino. In seguito siamo nell’anfiteatro che ospitava i combattimenti fra gladiatori, ai quali assisteva tutta la popolazione, sia gli uomini che le donne. In quello stesso anfiteatro, nel 59 d.C., avvenne un furioso pestaggio tra pompeiani e nucerini, giunto fino a noi attraverso una celebre pittura del tempo. Poi ci viene mostrata la casa “della Venere in Conchiglia” cosiddetta appunto per un affresco raffigurante Venere distesa su una conchiglia accompagnata da due putti alati. Percorrendo successivamente la Via dell’Abbondanza, la parte del decumano inferiore che dal foro arriva alla porta di Sarno, vediamo tutti gli edifici davanti ai quali i pompeiani erano soliti passeggiare, come ad esempio le tavole calde, i bar e i forni. Poi si fa visita alle terme Stabiane, alla casa “del fauno”, così chiamata poiché al suo interno c’è un impluvium con al centro uno splendido fauno in bronzo, e infine al foro.

el pomeriggio, viviamo una piccola avventura con i mezzi pubblici napoletani: il “simpaticissimo” autista della circumvesuviana, infatti, ci chiude letteralmente in faccia le porte del vagone pur vedendo che noi dobbiamo salire, così rimaniamo ad aspettare il successivo, mentre l’unica ragazza che è riuscita a salire deve farsi il viaggio da sola… Finalmente riuniti, ci rechiamo presso la villa della seconda moglie di Nerone, Poppea, ad Oplontis, splendida per dimensioni e decorazioni.

Tutti insieme, il gruppo di Pompei e quello di Ercolano, durante il viaggio di ritorno abbiamo l’occasione di fermarci a Vietri per ammirare il panorama del mar Tirreno e scattare qualche foto di gruppo!

Venerdì 8 giugno

Questa mattina, dopo la solita abbondante colazione, chi a piedi e chi in corriera, raggiungiamo il sito archeologico di Paestum. Qui, divisi in più gruppi, completiamo la visita del museo: infatti abbiamo appuntamento con la guida per la visita delle sale dedicate all’arte romana dell’ultimo piano. Molti reperti ci colpiscono, in particolare un tesoretto di monete che il proprietario ha nascosto in un momento di pericolo, ma non ha potuto più recuperare…

Una volta ultimato il percorso romano, prima siamo accompagnati da due restauratori del museo ad osservare, sotto il sole cocente che picchia sulle nostre teste, alcuni lavori di mantenimento fatti per consolidare le strutture antiche, poi abbiamo la fortuna di poter entrare nel magazzino del museo. Qui sono conservate delle bellissime lastre dipinte di tombe lucane ancora inedite e tutte ordinate in carrelli numerati. Sono talmente tante che non si ha nemmeno il tempo di guardarle tutte, ma basta uno sguardo veloce per apprezzarne la bellezza. E’ ancora più emozionante se si pensa che pochissimi hanno potuto vederle come noi. Nel pomeriggio, visto che il tempo corre senza che ce ne rendiamo conto, lavoriamo per portarci avanti con la pulizia dell’area. Le nuvole, però, si fanno sempre più fitte e così verso le cinque cominciamo a raccogliere i nostri attrezzi. Stiamo per raggiungere la corriera quando uno scroscio ci blocca sotto il tendone del ristorante – non è la prima volta – e il resto del pomeriggio lo trascorriamo nei bungalow, giocando a carte e ridendo fra di noi.

Dopo cena andiamo ad Agropoli, una piccola cittadina che si affaccia sul golfo: è bellissimo! La strada principale sale illuminata fino alla città vecchia, su una piazza che si affaccia sul porto. La gente è allegra e passeggia nei vicoli fra negozietti e ristoranti tipici molto affollati. Per loro infatti oggi sarebbe dovuta essere una giornata importante: la pioggia ha impedito una cerimonia tradizionale. Prima di scendere ci fermiamo in una gelateria, dove non può mancare una pallina di cioccolato bianco…

Sabato 9 giugno

La mattina ci rechiamo nuovamente al Museo Narrante di Hera Argiva; fortunatamente oggi funziona tutto e possiamo cominciare la nostra visita in questo particolare museo interattivo. La sala più coinvolgente è sicuramente quella in cui sono narrate le storie rappresentate dalle metope riportate alla luce durante il secolo scorso da Paola Zancani e Umberto Zanotti Bianco, gli archeologi a cui è dedicato il museo. La visita si articola in diverse sale, in cui grandi schermi raccontano diversi aspetti del santuario di Hera Argiva, e per concludere usciamo all’esterno per vedere ciò che rimane di questo antichissimo luogo di culto.

Nel pomeriggio ci rechiamo a Salerno, al museo Diocesano. Dopo aver ammirato i 77 avori dell’ XI-XII secolo, che comprendono i cicli dell’Antico e del Nuovo Testamento e le 11 tavole dell’Exultet del XII secolo, anche la pinacoteca è interessante, ma abbiamo pochissimo tempo per le ultime sale, con le collezioni secentesche, e noi tutti cominciamo ad avvertire la stanchezza della giornata. Così la visita procede rapidamente per permetterci di visitare la cattedrale, dove ci imbattiamo in un matrimonio, e la Cappella Palatina, dove la fin troppo preparata guida di Pontecagnano, il prof. Pietro Crivelli, ci illustra con la sua solita precisione la storia della Cappella a partire dall’epoca romana in cui il sito era occupato dalle terme per diventare poi luogo di culto, sepolcreto tardo antico, cappella in epoca longobarda, magazzino fino al recupero novecentesco. Sfiniti da quest’ultima visita, finalmente abbiamo una mezzora di libertà per poter andare a mangiare un gelato.

La giornata non è ancora finita, infatti ci aspetta ancora la conferenza presso gli scavi di Paestum; inizialmente non siamo proprio entusiasti di questa proposta, anche perché è sera e cominciamo ad avere fame, ma appena la professoressa comincia a parlare del mondo dei miti e della storia rimaniamo estasiati dalle sue parole e dalla passione con cui parla. È molto difficile incontrare non dico persone colte e preparate, bensì persone capaci di trasmettere la propria conoscenza con tanta energia, riuscendo a catturare l’attenzione generale e mantenerla viva tutto il tempo della conferenza.

La partecipazione e l’entusiasmo manifestato da tutti dimostra come non sia vero che i giovani non sono interessati alla storia e alla memoria artistica e culturale.

Alla fine andiamo anche a congratularci con la professoressa e le chiediamo la sua e-mail per tenerci in contatto.

Un incontro di questo tipo è la prima volta che viene sperimentato all’interno del progetto Paestum e vista la positività e la buona riuscita dell’evento speriamo si possa ripetere anche negli anni futuri.

Torniamo in campeggio a mangiare, finalmente, e a parlare ancora della conferenza; quando ce ne andiamo a dormire siamo stanchi, ma decisamente soddisfatti.

Domenica 10 giugno

Il lavoro è ancora tanto, il tempo a disposizione è veramente poco…

Questa mattina andiamo nuovamente agli scavi e lavoriamo sodo per ripulire nuove stanze della zona che ci è stata assegnata. Nella parte nuova la soddisfazione a lavoro finito è veramente grandissima: prima c’era solo erba alta e terra, ora si può vedere il pavimento ed ammirare i mosaici. Mentre strappiamo le erbacce o sradichiamo la gramigna, rinveniamo dei bellissimi cocci di vasi e anfore, alcuni dei quali addirittura decorati e dipinti.

Nel pomeriggio ci è concesso del tempo libero e naturalmente andiamo al mare… l’acqua è fantastica e ci divertiamo un mondo!!!

Verso le cinque ci armiamo di spazzolino, secchio e acqua e puliamo i cocci che abbiamo trovato. Alcuni ci offrono delle belle sorprese, come i frammenti di lucerna e i vasetti interi.

La nostra giornata non è ancora finita… a cena ci troviamo davanti una quindicina di pizze! Certo, siamo stanchi e abbiamo fame, ma mangiamo più del dovuto. D’altronde qui il cibo è veramente buono ed è sicuramente impossibile competere con le mozzarelle di bufala e la pizza che si mangiano a Capaccio!

Lunedì 11 giugno

Oggi è l’ultimo giorno al sito e così dobbiamo tirare le fila del nostro lavoro. Fra disperazione e divertimento completiamo la nostra opera di ripulitura ricontrollando le stanze fatte e adoperandoci con molta grinta e forza di volontà nelle aree che necessitano di un intervento più intenso.

L’ultima mattina agli scavi vola via come il vento. L’ora di tornare al campeggio e salutare Paestum arriva prima che tutti lo vogliano, ma finalmente possiamo vedere ed osservare i risultati del nostro lavoro.

Prima di andare ci riuniamo tutti quanti per ricevere i saluti da Nicola, ormai diventato nostro amico, e dai restauratori e per immortalare quel momento con una foto di gruppo. Siamo tutti entusiasti perché ci è appena stata fatta una promessa molto allettante: il prossimo anno ci confronteremo con il vero lavoro del restauro di mosaici e muri!

Poi, mentre percorriamo la strada di tutti i giorni verso l’uscita dal parco archeologico, ognuno si sofferma, chi qua, chi là, ad ammirare per l’ultima volta i templi che si stagliano dai prati o quella stanza in cui ha passato intere ore per togliere tutte le radici o ancora quell’impluvium che l’ha fatto tanto dannare perché dopo ogni temporale si riempiva d’acqua, tornando come prima di averlo pulito. Più di qualcuno dice: “beh, io torno il prossimo anno” …”anch’io, l’ho già chiesto ai miei” …“spero di venire anch’io”…

L’ultima serata è molto particolare, perché oltre ad essere l’ultima è caratterizzata dai festeggiamenti per il compleanno di Mary. Speriamo che per lei la sorpresa sia veramente tale, in ogni caso sembra contenta della festa. E chi può non essere contento di festeggiare il proprio compleanno in una località come Paestum, assieme a tanti amici e soprattutto con una torta grande come quella che le è stata preparata? Il momento del taglio della prima fetta è veramente divertente: tutti attenti a osservare la torta e… ops… si rompe la paletta. In ogni caso la torta è buonissima anche se abbiamo difficoltà a finirla per la sua grandezza.

L’ultima notte a Paestum? Ognuno la passa a modo suo per coronare al meglio questa magnifica esperienza…

Martedì 12 giugno

Non si può dire che il viaggio non sia lungo, ma forse è meno noioso che all’andata. Infatti, sappiamo già in partenza di dover affrontare ore ed ore di corriera, ma ormai ci conosciamo tutti quanti. La buona e allegra compagnia dei nostri nuovi amici alleggerisce quindi la pesantezza del lungo viaggio.

Alle 22.30 arriviamo a Udine. Purtroppo è venuto il momento di salutarci… tempo di scaricare le valige, recuperare le nostre mozzarelle e tutti torneremo a casa, sapendo che domani mattina, al nostro risveglio, non ritroveremo tutti gli altri e che la tavola a colazione sarà decisamente meno affollata.

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